Aula con bambini che lavorano sui loro quaderni insieme all'insegnante
ADHD · Guida pratica

Attività di attenzione per bambini con ADHD da provare oggi stesso

Dal team di ZubibookAggiornato a luglio 2026~9 min di lettura

Quando si parla di ADHD, l'attenzione sostenuta è probabilmente la prima cosa che si nota nella vita di tutti i giorni: l'esercizio di matematica abbandonato alla terza riga, la storia che perde interesse a metà pagina, la sensazione che lo sguardo del bambino "se ne vada" anche se il corpo resta seduto sulla sedia. Questa guida si concentra solo su questo: attività concrete per allenare l'attenzione sostenuta, con esempi pronti da usare oggi stesso, organizzati per età.

Che cos'è l'attenzione sostenuta e perché con l'ADHD costa di più

L'attenzione sostenuta è, in poche parole, la capacità di mantenere il focus su uno stesso compito per un certo tempo, senza che altri stimoli (un rumore, un pensiero, la finestra) si portino via lo sguardo e l'interesse. Tutti i bambini la sviluppano poco a poco, ma nell'ADHD quel "restare" richiede uno sforzo in più: il cervello coglie altrettanto bene lo stimolo importante e quello che non lo è, quindi tenere il focus su uno solo richiede più energia che in altri bambini della stessa età.

Questo non significa che il bambino "non presti mai attenzione": molte famiglie raccontano che il figlio può passare un'ora assorto in un videogioco o in un disegno che lo appassiona, e però non regge cinque minuti con una scheda di addizioni. La differenza non è di capacità generale, ma di quanto lo stimolo sia motivante o prevedibile. Per questo le attività che funzionano meglio per allenare questa attenzione sono di solito brevi, visive e con un obiettivo molto chiaro: trovare, segnare, seguire un percorso.

Attività di attenzione per fascia d'età

Qui trovi esercizi concreti, raggruppati per età indicativa. Non serve seguire l'ordine esatto: l'importante è iniziare dal livello in cui il bambino indovina quasi sempre e alzare la difficoltà solo quando quello smette di essere una sfida.

5-6 anni

Ricerca visiva di simboli grandi. Un foglio con 15-20 disegni semplici (soli, stelle, gocce) dove il bambino deve cerchiare solo un tipo preciso, per esempio tutte le stelle. Con disegni grandi e pochi distrattori, l'esercizio dura 2-3 minuti e allena già l'attenzione selettiva senza frustrare.

Labirinto cortissimo a percorso unico. Un tracciato semplice, senza bivi falsi, da seguire con il dito o la matita dall'inizio alla fine in meno di 2 minuti. La chiave a questa età è che il percorso sia chiaro e che la fine si veda fin dall'inizio, così il bambino sa che cosa sta cercando.

7-9 anni

Crucipuzzle breve su un tema conosciuto. Una griglia piccola (10x10 o meno) con 6-8 parole di un tema che gli piace (animali, dinosauri, calcio) mantiene la motivazione mentre allena a scandagliare lettera per lettera senza perdere il filo. Meglio un crucipuzzle breve finito che uno grande abbandonato a metà.

"Caccia al simbolo" con limite di tempo morbido. In una griglia di simboli simili (triangoli, quadrati, cerchi di dimensioni diverse), il bambino segna solo quelli che rispettano una condizione ("solo i triangoli piccoli") entro un tempo indicativo, non cronometrato al secondo. Il limite morbido dà struttura senza generare ansia da voto o da risultato.

10-12 anni

Labirinti più fitti con bivi. A questa età il labirinto può avere strade false e incroci, ma restando sui 3-5 minuti: l'idea resta quella di sessioni brevi, non di una prova di resistenza. Finire un labirinto un po' più complesso in poco tempo rafforza la fiducia molto più di uno enorme lasciato a metà.

Sequenze e schemi visivi (orologi, forme, colori). Serie in cui bisogna capire quale figura, colore od ora completa una sequenza logica ("quale orologio manca per completare lo schema di 15 in 15 minuti?") uniscono attenzione sostenuta e un po' di ragionamento, ideali per chi padroneggia già bene gli esercizi di ricerca semplice.

Consiglio trasversale: meglio più sessioni brevi con una fine chiara e visibile che una sessione lunga da maratona. Un esercizio di 3 minuti che il bambino finisce e sente come "fatto" allena l'attenzione sostenuta molto meglio di venti minuti sulla stessa scheda in cui si stacca a metà strada.

Illustrazione di un quaderno di attività aperto con esercizi completati, adesivi a forma di stella e una matita colorata accanto
Finire e vederlo finito: un adesivo, una spunta o una stella alla fine della scheda aiuta a chiudere il compito con una chiara sensazione di riuscita, fondamentale per sostenere la motivazione la volta dopo.

Come capire se un'attività di attenzione sta funzionando

Il segnale più affidabile non è confrontare tuo figlio con altri bambini della sua classe o della sua età, ma guardare la sua evoluzione: regge oggi un po' più di tre settimane fa nello stesso tipo di esercizio? Ha bisogno di meno richiami per tornare al compito? Finisce l'attività con meno frustrazione visibile, anche se ci mette lo stesso tempo? Sono questi gli indicatori che contano davvero.

È un buon segno anche se il bambino inizia a chiedere lui stesso l'esercizio, o se lo fa senza che un adulto debba restare accanto a supervisionare ogni secondo. Il progresso nell'attenzione sostenuta non è quasi mai lineare né spettacolare: si nota di solito nei piccoli dettagli, come reggere un minuto in più prima della prima pausa, o incatenare due attività brevi di seguito dove prima ne reggeva una sola.

Perché calibrare la difficoltà esatta fa la differenza

Buona parte delle schede di "attenzione e concentrazione" che si trovano gratis in rete sono pensate per una fascia d'età ampia, non per il livello reale di un bambino di 8 anni in particolare. Il risultato abituale è prevedibile: se la scheda è troppo facile, si annoia e si stacca; se è troppo difficile, si blocca prima di cominciare. In entrambi i casi l'esercizio smette di allenare l'attenzione e inizia ad allenare la frustrazione.

Regolare la durata, la quantità di distrattori e il tipo di stimolo (simboli, lettere, numeri, schemi) sul profilo esatto del bambino è ciò che fa la differenza tra un esercizio che si fa una volta e si abbandona e uno che si ripete volentieri più volte a settimana. Proprio per questo, in Zubibook generiamo quaderni di attenzione calibrati sull'età, sulla lingua e sul livello reale di ogni bambino, invece di partire da un modello generico uguale per tutti.

Questo articolo offre informazioni generali e attività di supporto. Zubibook non è un centro sanitario né educativo accreditato: non sostituisce la diagnosi né il monitoraggio di un professionista. Per qualsiasi dubbio sullo sviluppo di un bambino o di una bambina, rivolgiti a uno specialista.

Ricorda: questi esercizi sono di supporto e rinforzo generale. Non sostituiscono la valutazione di un professionista sanitario o educativo, l'unico che può orientare il caso concreto di tuo figlio o del tuo alunno.

Passo successivo: attività di attenzione calibrate sulla sua età

Se vuoi andare oltre le schede sciolte, in Zubibook puoi generare un quaderno completo di attività di attenzione sostenuta, con difficoltà, durata e lingua calibrate sul profilo esatto di tuo figlio, pronto da stampare in pochi minuti.

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