Discalculia: che cos'è ed esercizi da fare a casa
Se sei arrivato fin qui, è probabilmente perché a tuo figlio o al tuo alunno i numeri "resistono" in un modo che non torna del tutto con quello che vedete nelle altre materie. Questo articolo spiega con calma che cos'è la discalculia, quali segnali di solito l'accompagnano (senza voler diagnosticare nulla) e diversi esercizi di discalculia concreti da praticare a casa, organizzati per età.
Contenuto di questa guida
Che cos'è la discalculia, spiegato con calma
La discalculia è un disturbo specifico dell'apprendimento legato ai numeri e al calcolo. Non ha nulla a che vedere con l'intelligenza del bambino né con la voglia che ci mette: è una differenza nel modo in cui il suo cervello elabora le quantità, le serie numeriche o le operazioni di base. Potremmo dire che è alla matematica quello che la dislessia è alla lettura: una difficoltà precisa, delimitata, che con il supporto giusto si allena e si compensa molto bene.
E, come la dislessia, è più frequente di quanto sembri. Secondo diversi studi raccolti da discalculia.com, la discalculia riguarda tra il 3% e l'8% della popolazione in età scolare, una cifra simile a quella della dislessia e dell'ADHD. Se a casa tua o nella tua classe c'è un bambino a cui i numeri "non entrano" per quanto ripassi, non è un caso isolato né un problema di impegno.
Segnali frequenti (questa non è una diagnosi)
Come sempre quando parliamo di disturbi dell'apprendimento, questa lista è solo indicativa. Non è uno strumento diagnostico e nessun bambino deve mostrare tutti questi segnali per avere la discalculia, né mostrarne uno isolato significa averla.
- Difficoltà a contare in modo corretto e preciso, anche con quantità piccole e dopo molta pratica.
- Difficoltà a confrontare quantità: fa fatica a capire a colpo d'occhio quale gruppo ha più o meno elementi.
- Difficoltà ad associare il numero alla quantità che rappresenta (per esempio capire che "5" significa cinque oggetti reali).
- Confusione con i segni matematici, come scambiare il simbolo dell'addizione con quello della sottrazione, o non ricordare che cosa indica ciascuno.
Se più di questi segnali vi suonano familiari e si mantengono nel tempo, la cosa più utile non è continuare a cercare in rete, ma parlarne con l'insegnante di riferimento e, se serve, con un professionista (pediatra, psicopedagogista o logopedista) che possa valutare il caso concreto.
Esercizi pratici da fare a casa, per età
Sono esercizi di supporto pensati per praticare dai 10 ai 15 minuti, con materiali che avete già sicuramente in casa: oggetti da contare, carta e un po' di pazienza condivisa.
Dai 5 ai 7 anni: contare e dividere
Dividere con esempi reali. Prendi una manciata di biscotti (o di ceci, o di mattoncini) e chiedi al bambino di dividerli in parti uguali tra vari peluche o tra i membri della famiglia. Dividere davvero, con oggetti che si possono toccare, aiuta molto più che farlo solo sulla carta.
Associare numero e quantità. Scrivi un numero su un cartoncino e chiedi di metterci sopra esattamente quella quantità di bottoni o di sassolini. Poi al contrario: conta un gruppo di oggetti e cerca il cartoncino con il numero corrispondente.
Dagli 8 ai 10 anni: serie e confronti
Ordinare dal più grande al più piccolo. Scrivi vari numeri su cartoncini separati (per esempio 34, 12, 58, 7) e chiedi di ordinarli dal più grande al più piccolo, spiegando ad alta voce perché un numero è più grande di un altro.
Completare la serie che manca. Scrivi una serie con un buco, come 2, 4, __, 8, 10, e chiedi quale numero manca e perché. Iniziate con serie semplici (di 1 in 1, di 2 in 2) prima di complicarle.
Dagli 11 ai 13 anni: calcolo con supporto visivo
Divisione con resto, in un contesto reale. Proponi una divisione che non torni esatta (per esempio dividere 17 biscotti tra 4 amici) e lascia che usi oggetti reali o disegni per scoprire quanti ne tocca a ciascuno e quanti ne avanzano, prima di passare a farlo solo con i numeri.
Serie numeriche con operazioni. Lavora su serie un po' più complesse (per esempio sottraendo di 3 in 3 a partire da 50) e chiedi di completarle appoggiandosi a una linea dei numeri disegnata, non solo a mente.
Consiglio trasversale: qualunque sia l'età, conviene usare sempre esempi visivi e manipolabili (oggetti, disegni, cartoncini) prima di passare ai numeri astratti. Vedere e toccare la quantità aiuta molto più che memorizzare il simbolo.
Quando la discalculia convive con dislessia o ADHD
È frequente che la discalculia non compaia da sola. Secondo gli stessi studi, circa un quarto dei casi convive con dislessia o con ADHD, il che ha senso: condividono meccanismi di attenzione, memoria di lavoro ed elaborazione simbolica. Questo non complica la prognosi, ma aiuta a capire perché a volte le difficoltà con i numeri compaiono insieme a difficoltà con la lettura o con il tenere l'attenzione su un compito lungo.
Proprio perché molte famiglie ce lo chiedevano, in Zubibook abbiamo ampliato il catalogo per includere anche la discalculia, con quaderni calibrati per età e per lingua, come già facevamo con dislessia, ADHD e autismo.
Questo articolo offre informazioni generali e attività di supporto. Zubibook non è un centro sanitario né educativo accreditato: non sostituisce la diagnosi né il monitoraggio di un professionista. Per qualsiasi dubbio sullo sviluppo di un bambino o di una bambina, rivolgiti a uno specialista.
Ricorda: le attività di questa guida sono di rinforzo generale. Non sostituiscono la valutazione di un logopedista, di uno psicopedagogista o di un pediatra, gli unici che possono orientare il caso concreto di tuo figlio o del tuo alunno.
Passo successivo
Se questi esercizi vi sono stati utili, il passo naturale è avere un quaderno completo che ne combini diversi, già calibrato sull'età, sulla lingua e sul livello esatto di tuo figlio o del tuo alunno, senza doverlo preparare tu da zero ogni settimana. In Zubibook ne generi uno in pochi minuti e lo scarichi in PDF pronto da stampare.
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